Per esemplificare il concetto di progettazione ergonomica, ovvero di progettazione orientata verso l’utente , prendiamo in considerazione due casi, a seconda che vengano o meno utilizzati i principi di questa disciplina.
Senza la progettazione ergonomica
L’azienda progetta un prodotto o un servizio e lo lancia sul mercato. Il rischio di non recepimento da parte dell’utenza è elevato, così come quello di un suo richiamo per difetti di progettazione, di fabbricazione o di sicurezza (Responsabilità civile del produttore).
Con la progettazione ergonomica

La progettazione ergonomica
Prendiamo ad esempio la produzione di un letto da ospedale. Il progetto ergonomico prevede di testare a priori le obiezioni e i consigli (feedback) degli utenti, ove per utenti non s’intendono solamente gli “utenti finali” (nel nostro caso gli ammalati), ma tutti coloro che hanno a che fare con quel letto. Verranno pertanto sentiti i medici, gli infermieri, gli addetti alle pulizie, ecc., in modo da poter progettare un letto che: passi innanzitutto attraverso le porte, si possa detergere facilmente, sia trasportabile senza grosse difficoltà, abbia la possibilità di essere orientato e posizionato (alto, basso, inclinato…) per le necessità degli operatori, sia dotato di tutti gli attacchi per gli accessori (porta catetere, braccio porta flebo, ecc.), non abbia spigoli taglienti, etc.
Questo progetto vede implicati due gruppi di lavoro: da una parte tutti i possibili utenti (medici, infermieri, pazienti, etc.) e dall’altra specialisti come fisiologi, psicologi, etc. Il risultato finale è un documento che contiene le indicazioni specifiche per il progettista, il quale avrà, a questo punto, ben poche possibilità di sbagliare. Il tutto con un inevitabile risparmio economico e di tempo da parte dell’azienda produttrice.
- il prodotto finito




La sola parola evoca immagini di potenza, non tutte positive. Molti uomini d’affari lo considerano necessariamente negativo. Alcuni professionisti mi hanno detto che considerano il marketing come una cosa fondamentalmente non-etica (c’è chi, tra loro, si spaventa solo all’idea di pronunciarla…). Vivono il marketing come la maggior parte dei liceali vive l’algebra: non gli piace perchè non vi riescono molto bene e non la capiscono veramente a fondo. Non è quindi difficile capire perchè hanno dei problemi ad usare efficacemente il marketing.